cassazione sez lavoro n 6295 del 18 marzo 2011

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 marzo 2016, n. 5465 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

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Corte di Cassazione, sez. Lavoro, 22 marzo 2013, n. 7312 Svolgimento del processo Con ricorso al Giudice del lavoro di omissis, n. 6288 del 18/03/2011). Il ricorso va dunque respinto, con onere delle spese, liquidate come in dispositivo, a carico di parte ricorrente. P.Q.M.

corte di cassazione sentenza n. 9925 del 05 maggio 2011 lavoro – lavoro subordinato – estinzione del rapporto – licenziamento – richiesta di comunicazione dei motivi del recesso – motivazione – specificitÀ e completezza – necessitÀ

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Corte di cassazione, sez. lavoro, sentenza n. 21862 del 18 novembre 2004 Sul ricorso proposto da: INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17

In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro il committente è il titolare della posizione di garanzia, «idonea a fondare la sua responsabilità per l’infortunio nel caso di omesso controllo dell’adozione da parte del sub-appaltatore delle misure generale di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro». Corte di Cassazione, sez.

Cass., Sez. Lav., sentenza 22 novembre 2011, n. 24566: Lavoro subordinato (rapporto di) ‐ estinzione e risoluzione del rapporto ‐ licenziamento collettivo ‐ presupposti ‐ autonomia rispetto al licenziamento individuale ‐ sussistenza ‐ procedimento ‐ inderogabilità ‐ sussistenza ‐ …

Archivio Lavoro, licenziamento, giusta causa, sanzione disciplinare, tfr, part time, articolo 18, statuto dei lavoratori, datore di lavoro, dipendente, lavoro subordinato, mobbing, bossing, reintegra, ecco cosa dice la Cassazione Suprema Corte di Cassazione Sez. Lavoro Sentenza n Ti comunichiamo che i termini di utilizzo di del sito

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corte di cassazione, sez. iii civile – sentenza 18 marzo 2014, n.6192 massima

La decisione si pone in linea con i precedenti arresti giurisprudenziali di questa Corte (cfr. Cass., sez. 1, 20 gennaio 2011 n.1343; Cass., sez. U. 18 luglio 2008 n.19809), raggiungendo però un maggior approfondimento della questione.

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– intimato – avverso la sentenza n. 309/2011 della CORTE D’APPELLO di POTENZA, depositata il 23/08/2011 r.g.n. 817/2010; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 18/11/2014 dal Consigliere Dott.

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Su tale specifica problematica vi è contrasto, nella sezione lavoro della Cassazione, segnato dalla recente sentenza del 29 agosto 2012 n.14684 la quale, affermando, nel richiamarsi a Cass. 25 ottobre 2004 n.

Cassazione sentenza n. 3968 del 18 febbraio 2011 – Licenziamento per riassetto organizzativo e repechage ; Cassazione sentenza n. 7863 del 18 maggio 2012 – Licenziamento per assenza ingiustificata e illegitimo se è prassi richiedere le ferie per email

Cassazione Lavoro Sentenza 18 novembre 2014 – 13 gennaio 2015, n. 344. Maltrattamenti alla moglie e relazioni su Facebook Cassazione Penale Sentenza 20 gennaio – 5 marzo 2015, n. 9693. Etilometro e prova del reato Cassazione Penale Sentenza 17 febbraio – 6 marzo 2015, n. 9863.

L, Sentenza n. 25197 del 2013; in precedenza, anche Cass. Sez. L, Sentenza n. 6559 del 18/03/2010 aveva ritenuto che il datore di lavoro deve dare prova anche dell’impossibilità di una differente utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte, onere che può essere assolto anche mediante il ricorso a

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tribunale di milano sez lavoro sentenza 753 2015 Fri, 14 Dec 2018 02:09:00 GMT tribunale di milano sez lavoro pdf – Penale 14 2011, n. 44, secondo cui (cfr. nota dell’UEPE del 9 marzo 2016 e Fri, 14 Dec 2018 04:46:00 GMT www.camerapenalemilano.i t – Ai fini del presente

La Corte di Appello di Brescia con sentenza n. 25 del 2006 dichiarava inammissibile la citazione della Banca di Credito Cooperativo Padana, respingeva l’appello e confermava integralmente la sentenza del Tribunale di Cremona.

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Corte di cassazione, sez. lavoro, 10 luglio 2017, n. 16997 Massima e/o decisione: Sul ricorso 16444-2011 proposto da: I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. X, in persona del …

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CORTE DI CASSAZIONE – Sezione Lavoro Sentenza n. 6337 del 18/04/2003 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso del 31 ottobre 1997, L. G. proponeva opposizione avverso l’esecuzione promossa in suo danno dall’ex dipendente L. M. per la realizzazione del credito, per trattamento di fine rapporto, di lire 20.431.000,

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Cassazione Civile seconda sezione sentenza n. 4928 del 3 marzo 2014 (link alla home) Professioni e professionisti, responsabile sanitario di studio odontoiatrico, illecito disciplinare per omessa vigilanza, fattispecie – Sezione Seconda Civile,Presidente E. Bucciante, Relatore M. R

tribunale di milano sez lavoro sentenza 753 2015 dell’Ordine degli Avvocati di Isernia per il periodo 2017 / 31 dicembre 2018, ai sensi dell’art.

La sentenza della Corte di Cassazione, n.1284 del 18 gennaio 2013, stabilisce che la nota spese inviata dall’avvocato non è vincolante per il professionista che ne può spedire una di importo superiore se il cliente non l’ha accettata.

Il D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 5 espressamente ricollega il provvedimento di rinnovo del permesso di soggiorno alla sussistenza dei requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato e tali requisiti non possono che essere quelli previsti dalla legge nel momento del rilascio del provvedimento di rinnovo.

Cassazione Civile, Sez.I, 15 Luglio 2011, n.15687SVOLGIMENTO DEL PROCESSOLa Curatela del Fallimento omissis s.n.c. dei F.lli omissis nonchè dei soci illimitatamenteresponsabili D.P., E. ed A., agiva nei confronti della omissis s.r.l., esponendo che la società, titolaredi una catena di grandi magazzini di abbigliamento nel Veneto orientale, ammessa alla procedura diconcordato il 22/12/1993, e

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Con ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Terni, depositato il 16/1/2004, (Omissis) conveniva in giudizio la (Omissis) S.p.A., per sentirla condannare al risarcimento dei danni da lui subiti seguito di un infortunio sul lavoro, avvenuto nella notte tra il (Omissis).

Dopo la Cassazione Civile S.U.del 26-06-2018 n.16303 e con Atto di Citazione comprensivo di note esplicative

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MASSIMA Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 2 luglio – 12 ottobre 2015, n. 20440. Licenziamento legittimo-controlli gps-controlli difensivi Per la Corte di Cassazione, ai sensi degli artt.2, 3, 4 della legge n. 300 del 1970, è legittimo il

Cassazione Civile, Ord. Sez. 6, 15 marzo 2016, n. 5111. (cfr. Cass. n. 9956 del 05/05/2011; Cass. n. 17089 del 21/07/2010 secondo cui: “ In tema di infortuni sul lavoro e malattie professionali, il nuovo regime introdotto dall’art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000 al fine del riconoscimento dell’indennizzo in capitale del danno biologico

Depositata il 24 marzo 2011 Corte di Cassazione, Sezione Sesta civile, ordinanza del 24 febbraio 2011, n. 6879, depositata il 24 marzo 2011.

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1 Cassazione Civile, sez. II, 10 ottobre 2011, n. 20802 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con citazione notificata il 28.5.1999 C.F. conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Pisa, sezione distaccata

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 27 maggio 2014, n. 11832. Si afferma che esattamente il giudice di merito esclude la ravvisabilità di un ramo di azienda, oggetto di cessione ai sensi dell’articolo 2112 c.c., in un complesso di servizi – privi di struttura aziendale autonoma e preesistente – consistenti nella gestione e manutenzione di strutture informatiche ed in assistenza

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fini della operatività della conversione del termine di prescrizione breve (quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario decennale.

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In tema di mobbing, per la configurabilità del reato di cui all’art. 572 c.p., anche dopo le modifiche apportate dalla legge n. 172 del 2012, è necessario che le pratiche persecutorie realizzate ai danni del lavoratore dipendente e finalizzate alla sua emarginazione (c.d. “mobbing”) si inquadrino in un rapporto tra il datore di lavoro ed il dipendente capace di assumere una natura para

2013 2012 2011 2010 2009 2008 2007 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000 1999 1998 1997 Lavoro. RAPPORTO NON AUTOMATICO DI SUBORDINAZIONE DEL DIRETTORE TECNICO – Necessaria la verifica (Cassazione Sezione Lavoro n. 21565 del 18 settembre 2017, Pres. Bronzini, Rel. Cinque).

Re: Corte di Cassazione, sez. trib., 24 maggio 2013, sent. n. 12930. Se avete bisogno di un prestito di emergenza da una società rispettabile, Con buone condizioni e rapporti di lavoro, allora tu Dovrebbero contattarci quando offriamo prestiti a Tasso di interesse a prezzi accessibili del 3% e il tuo lavoro con noi Sarà una buona esperienza.

Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 18186 del 18 agosto 2006, precisando che qualora le violazioni consistano in condotte diverse dalla sosta, l’accertamento può essere compiuto dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma non anche dagli ausiliari del traffico.

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Cass. civ. Sez. lavoro, 03/03/2011, n. 5136 Ai sensi dell’art. 2304 c.c., il creditore sociale non può pretendere il pagamento del socio di una società in nome collettivo se non dopo l’escussione del patrimonio sociale.

Rassegna n. 07/2018 del 1 luglio 2018 UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO Rassegna mensile della giurisprudenza civile della Corte Suprema di Cassazione Sentenze pubblicate lugli Relazioni e Documenti – Giurisprudenza Civile Inserito il: 18/10/2018 Maggiori dettagli

Con il secondo motivo del ricorso incidentale si deduce la violazione della L. n. 898 del 1970, art. 41, nella parte in cui la Corte d’Appello ha fatto decorrere il versamento dell’assegno divorzile dal deposito della sentenza definitiva sulle statuizioni economiche (18 luglio 2011) e non dal passaggio in giudicato, in data 5 agosto 2003

Cerco questa sentenza ma non riesco a trovarla: sentenze n. 10854 dell’11.05.2007 e n. 5809 del 12.04.2012 emesse dalla Cassazione civile sez. II.

Cliccando sul link, potrai consultare e scaricare la motivazione integrale della sentenza della Suprema Corte di Cassazione – sezione terza civile – n.2070 del 5 febbraio 2015. Potrai, cliccando qui, leggere una breve sintesi sul contenuto della sentenza.

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ex L. 689 del 1981, Cass. Sez. 1, sentenza n. 522 del 20/01/1994). Un’eventuale nullità infine non potrebbe essere che relativa e risulterebbe sanata in difetto di tempestiva deduzione, come ritenuto dalle Sezioni Unite con riferimento alla firma illeggibile apposta in calce alla procura ad

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.

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tutto il periodo del rinvio, come dalla Corte territoriale correttamente ritenuto in applicazione della consolidata giurisprudenza sul punto (cfr. per tutte Sez. U, n. 4909 del 18/12/2014, dep. 2015, Torchio, Rv. 262914), e quindi per duecentotrentasei giorni. Al termine massimo di prescrizione di sette anni e sei mesi, scadente il 16

Se il commercialista sbaglia la dichiarazione dei redditi…il cliente può richiedere i danni – Cass.Civ. n. 8860 del 18.04.2011. E’ tenuto a risarcire il danno al proprio cliente il dottore commercialista che commette un errore nella redazione della dichiarazione dei dei redditi.

1.4. Con il quarto motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 ter dell’Accordo di reciprocità tra Italia e Svizzera del 18.07.1997 sulle condizioni di reciprocità dei rimborsi dell’IVA agli operatori economici, dell’art. 28, cpv 1, lett.

Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 53767 del 04-12-2018 18 dicembre 2018 Tribunale di Verona – II sez. civ. – ordinanza n. 51 del 24-03-2016

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– Cass. 6295 del 18 marzo 2011 ha affermato che il sistema di classificazione delineato dal c.c.n.l. Comparto Regioni-Enti locali del 31 marzo 1999 configura, nell’ambito della categoria D, posizioni differenziate non solo sotto il profilo economico ma anche sotto quello

– ministero economie e finanze circolare n 13 del 11 04 2011 – corte di cassazione sentenza n 24924 del 10 ottobre 2018 – bonus d l n 185 2015 – decreto legge 185 2016 agenzia entrate – circolare n 2 dipartimento funzione pubblica 11 3 2008 – circolare 4 15 1 2015 – 55% modulistica 2013 – nota n°75730 del 25 09 2015 ministero trasporti

Cassazione penale fasc. 09,2016 NUOVE NORME SUL DIRITTO ALL’INTERPRETE Decreto legislativo 23 giugno 2016, n. 129 «Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 32, Cassazione penale fasc. 09,2016 LEGGE EUROPEA 2016 Legge 7 luglio 2016, n. 122

– mef n 26 del 18 9 2016 – circolare agenzia entrate 29 luglio 2017 – ministero del lavoro circolari n 26 del 2012 – commissione tributaria udine – inps anf 2018 – corte di cassazione sentenza n 30254 del 2010 – circolare ministero finanze tarsu 2011 – d m del 15 8 2016